I riflessi primitivi rappresentano schemi di movimento e risposte motorie automatizzate ed involontarie già presenti alla nascita e sotto controllo del tronco encefalico, per garantire la sopravvivenza ed un primo adattamento al neonato ai numerosi stimoli ambientali a cui verrà sottoposto. La nascita infatti segna un cambiamento netto e definitivo delle abitudini vissute dal feto durante i 9 mesi di gestazione, da questo momento in poi il neonato dovrà far fronte ad una miriade di stimoli, sensazioni e continue evoluzioni a cui non è abituato. Pensiamo già al solo impatto della gravità: questa forza che continuamente e ininterrottamente spinge dall’alto verso il basso, rendendo movimenti che fino a poco tempo prima erano assai più semplici e meno dispendiosi, adesso molto più faticosi. I riflessi primitivi sostanzialmente fanno in modo che il neonato non sia del tutto impreparato ad un ambiente potenzialmente “ostile” e sconosciuto.
Il riflesso può essere definito come una risposta automatica a uno stimolo sensoriale, motorio o a una combinazione di stimoli. I riflessi primitivi sono numerosi e ciascuno ha il proprio momento di esordio durante i nove mesi di gestazione ed un successivo momento in cui verrà integrato nel corso dello sviluppo del bambino. Iniziano a svilupparsi già nell’utero materno anche se ognuno con tempistiche differenti. Alcuni sono essenziali già durante il momento del parto favorendo l’espulsione dal canale uterino (es. Riflessi Spinali di Perez e Galant, Riflesso Tonico Labirintico Posteriore, Riflesso Tonico Asimmetrico Cervicale) o i primi adattamenti ambientali (Riflesso di Moro, Riflesso di suzione, Grasping, ecc.). Altri si sviluppano successivamente per garantire nuove competenze motorie e adattamenti posturali (es. Riflesso di Landau, Riflesso Tonico Simmetrico Cervicale).
I riflessi primitivi e le reazioni posturali costituiscono uno degli strumenti più precoci, semplici e usati più frequentemente dai neurologi infantili per valutare l’integrità del sistema nervoso centrale di neonati e bambini piccoli. Queste risposte motorie del sistema nervoso centrale vengono generalmente integrate entro i 4-6 mesi di età man mano che il cervello matura e le sostituisce con attività motorie volontarie, ma possono tornare in presenza di malattie neurologiche. È noto, ad esempio, che i neonati con paralisi cerebrale manifestano persistenza o ritardo nella scomparsa dei riflessi primitivi e reazioni posturali patologiche o assenti; talvolta la mancata integrazione dei riflessi primitivi può perdurare anche in assenza di patologie: invece di azioni motorie mature e volontarie, un bambino con riflessi primitivi ritenuti può sviluppare schemi di movimento differenti che possono portare a goffaggine, movimenti compensatori e posizioni di seduta scorrette, tra le altre cose.
Il punto cruciale è che i riflessi primitivi non devono permanere per sempre, ma devono integrarsi, ossia maturare in schemi motori e cognitivi di livello superiore. Una volta integrati, lasciano spazio a movimenti più intenzionali. Per fare questo il bambino necessita di adeguate stimolazioni ambientali e senso-motorie. La scarsa attività motoria nei primi mesi di vita nei bambini che trascorrono troppo tempo nella culla, nell’ovetto e in vari accessori che non consentono il libero movimento e che non vengono stimolati adeguatamente con il tummy time (la posizione a pancia in giù) possono determinare una mancata o corretta integrazione di questi riflessi, con conseguenze che potranno perdurare per tutta l’infanzia e fino all’età adulta.
Alcuni segni e sintomi di riflessi primitivi non correttamente integrati possono essere:
- Disturbi del cammino o dell’equilibrio (es. cammino in punta, mal d’auto frequente)
- Disturbi dell’apprendimento (ritardo nel linguaggio, disgrafia, discalculia, difficoltà di attenzione, ecc.)
- Disturbi emotivi e comportamentali (es. ansia, intolleranza allo stress, difficoltà di adattamento a situazioni nuove)
- Difficoltà motorie (goffaggine, scarsa motricità fine, problemi di coordinazione, postura instabile, deficit nel controllo del tono muscolare).
Specialista in Podologia, Posturologia, Chinesiologia e Psicomotricità dei riflessi primitivi
Docente per l’insegnamento in Baropodometria e Podologia in Analisi Posturale e Test di Valutazione Funzionale del Master in Posturologia Clinica dell’Università degli studi di Catania.
Autore del libro e Metodo PodoPosturale








