L’iperlassità articolare è una condizione nella quale le articolazioni presentano un range di movimento superiore alla norma. Il comparto articolare ed i legamenti in particolare si presentano maggiormente elastici, non garantendo un adeguato supporto e stabilità all’articolazione. Se ciò può essere una problematica di poco conto per articolazioni come quelle della mano, diventa invece più importante e da prendere in considerazione per gli arti inferiori. Ad esempio la caviglia è un’articolazione che deve garantire da un lato ampia mobilità per adeguare il passo o la corsa alle asperità del terreno ma dall’altro lato deve fornire un supporto solido per tutto il resto del corpo. Persone che hanno caviglie deboli, lasse ed instabili sono predisposte a continue distorsioni, frequenza di inciampo e cadute. Più in là, quando le richieste di carico aumenteranno, vuoi per un lavoro trascorso sempre in piedi o con una determinata scarpa (es. antinfortunistica, scarpe col tacco, ecc.), cominceranno ad avvertirsi dolori articolari diffusi ai piedi, alle caviglie, ginocchia e anche.
Iperlassità articolari date da predisposizione genetica (Sindrome Ehlers-Danlos) comprendono un gruppo eterogeneo di rare condizioni monogeniche caratterizzate da ipermobilità articolare, fragilità cutanea e vascolare e friabilità generalizzata del tessuto connettivo, e sono causate da difetti genetici in una serie di geni della matrice extracellulare. Spesso portano a conseguenze come gravi scoliosi, piede piatto con accentuato valgismo di caviglia ma anche strabismo oculare.
Altre condizioni, meno gravi, sono spesso date da eccessi di sedentarietà, specie durante l’infanzia. Il neonato ed in generale i bambini piccoli hanno una naturale predisposizione all’elasticità articolare. Quando progressivamente con il movimento ed il gioco verrà stimolato il comparto muscolare, le articolazioni gradualmente si stabilizzano e diventano più forti. Se i bambini vengono cresciuti come polli d’allevamento, ovvero rinchiusi continuamente in casa senza avere mai la possibilità di giocare, correre, saltare, esplorare, è molto probabile che le articolazioni degli arti inferiori rimarranno deboli e lasse. Ciò porterà sicuramente a conseguenze negative in età adulta. Il ragazzo in foto (19 anni) evidenzia una spiccata ipermobilità alle caviglie e alle ginocchia (recurvatum), la stessa non si ritrova ad esempio nel polso e nella mano.

Iperlassità caviglia

Ginocchio recurvatum
Per tutta l’infanzia non ha mai voluto praticare attività fisica o sportiva. Ora inizia ad avvertire i primi dolori articolari, correlati all’inizio di un lavoro dove deve stare tante ore in piedi. Spesso mi ritrovo condizioni simili in pazienti che hanno praticato il nuoto come unica attività sportiva durante l’infanzia. Il movimento in acqua è antigravitario, noi invece siamo continuamente sottoposti alla forza di gravità e adattarci di conseguenza. La motricità da bambini deve essere proprio funzionale a questo adattamento. Potremo dire quindi che all’interno dell’ambiente acquatico il nostro corpo è sostanzialmente “in scarico”, non sottoposto cioè all’estenuante pressione della forza di gravità che continuamente ci spinge al suolo. Ciò ovviamente ha delle importanti ripercussioni sul nostro moto. In acqua necessitiamo di una coordinazione, di un movimento, di un coinvolgimento muscolare e di una forza di propulsione totalmente diversi rispetto a quando camminiamo sulla terra ferma. Il nuoto al massimo può essere uno sport d’accompagnamento ma mai l’unico in età infantile. Tempo fa ho scritto un articolo d’approfondimento proprio su questo (link all’articolo).
I fattori che potenzialmente contribuiscono alla generazione e alla cronicizzazione del dolore nelle sindromi da instabilità articolare includono dolore nocicettivo, direttamente correlato a cambiamenti strutturali nelle articolazioni, nei muscoli e nel tessuto connettivo interessati.
Il trattamento deve prevedere nei bambini della prima infanzia sicuramente una forma di prevenzione garantendo quanto più una motricità che sia libera e funzionale con ampie possibilità di movimento, anche in ambienti diversi. In bambini più grandi può essere assolutamente utile effettuare sedute mirate di ginnastica posturale con Metodo PodoPosturale finalizzate alla propriocettività, al miglioramento dell’equilibrio e della stabilità delle articolazioni interessate. Negli adulti, oltre alla già citata ginnastica propriocettiva, si possono valutare a seconda della condizione supporti ortesici come plantari, cavigliere o ginocchiere.
Specialista in Podologia, Posturologia, Chinesiologia e Psicomotricità dei riflessi primitivi
Docente per l’insegnamento in Baropodometria e Podologia in Analisi Posturale e Test di Valutazione Funzionale del Master in Posturologia Clinica dell’Università degli studi di Catania.
Autore del libro e Metodo PodoPosturale
Bibliografia
Syx D, De Wandele I, Rombaut L, Malfait F. Hypermobility, the Ehlers-Danlos syndromes and chronic pain. Clin Exp Rheumatol. 2017 Sep-Oct;35 Suppl 107(5):116-122. Epub 2017 Sep 28. PMID: 28967365.








