In un precedente articolo abbiamo visto cosa sono i riflessi primitivi e perché è così importante il loro corretto sviluppo ed integrazione. In questo ci concentreremo in particolare su due riflessi: R. di Paura Paralizzante (RPP) e R. di Moro.
Il Riflesso di Paura Paralizzante è un riflesso primitivo embrionale, si manifesta con una retrazione e irrigidimento del feto a stimolazioni stressanti. In particolare diversi studi si sono focalizzati nel valutare come le emozioni materne siano in grado di influenzare positivamente o negativamente i movimenti fetali. “L’esposizione cronica allo stress per le donne in gravidanza influisce sullo sviluppo fetale, con conseguente parto pretermine e basso peso alla nascita. Oltre allo stress, anche le emozioni materne negative persistenti durante la gravidanza, come ansia, depressione e rabbia, esercitano un’influenza sullo sviluppo fetale e successivo del bambino. È stato dimostrato che l’aumento dell’ansia materna durante la gravidanza è associato a parto pretermine, maggiore incidenza di basso peso alla nascita e aumento del rischio neonatale indicato da un basso punteggio di Apgar”.
Uno studio ha indagato la relazione tra movimenti fetali e cambiamenti emotivi materni acuti durante la gravidanza. Venivano proiettati alle madri in gravidanza due spezzoni di film per generare emozioni diverse, in particolare felicità e tristezza. Durante le proiezioni mediante due ecografi venivano monitorati movimenti del feto, in particolare braccia, gambe e tronco. Mentre le emozioni materne venivano manipolate tramite la presentazione di spezzoni di film. Il numero di movimenti delle braccia del feto aumentava quando alle donne incinte veniva mostrato un film allegro. Sia il numero che la durata dei movimenti delle braccia del feto diminuivano con la presentazione di un film triste. Questi risultati suggeriscono che le emozioni indotte nelle donne incinte influenzano principalmente i movimenti delle braccia del feto e che le emozioni positive e negative hanno effetti opposti sui movimenti del feto (Araki M, Nishitani S, Ushimaru K, Masuzaki H, Oishi K, Shinohara K. Fetal response to induced maternal emotions. J Physiol Sci. 2010 May;60(3):213-20. doi: 10.1007\s12576-010-0087-x. Epub 2010 Feb 19. PMID: 20169432; PMCID: PMC10717758.)
Si ritiene che sia particolarmente coinvolto il sistema limbico fetale che comincia a svilupparsi in utero e svolge un ruolo cruciale nella regolazione delle emozioni e nel processo di attaccamento materno. Il sistema limbico gioca un ruolo nella percezione e nella risposta alle emozioni, contribuendo alla formazione del senso di sé e all’interazione con l’ambiente. La tristezza prolungata aumenterebbe nei feti i livelli di catecolamine, ormoni rilasciati in risposta allo stress subito. Questi ormoni indirizzano il sangue fuori dall’utero, riducendo l’approvvigionamento al cervello del feto.
Bambini che non hanno integrato correttamente il Riflesso di Paura Paralizzante possono presentare scarsa autostima o perdita di fiducia in se stessi, rifiuto della novità, paralisi motoria sotto stress, paura nell’impegnarsi o adattarsi a situazioni nuove.
Il Riflesso di Moro, emerge fra la nona e la dodicesima settimana dopo il concepimento e continua a svilupparsi durante la gravidanza, è completamente presente alla nascita. Si evidenzia con un movimento involontario di soprassalto in risposta a stimoli improvvisi per il quale il bambino apre le braccia e il tronco e rivolge all’indietro la testa come reazione a un cambio di posizione improvviso o ad un forte rumore.

Riflesso di Moro brain-sync.net
È correlato ad un’attivazione del sistema simpatico con spavento, respirazione accelerata e talvolta pianto. È normalmente integrato fra il secondo ed il quarto mese dopo la nascita: il bambino in seguito all’esposizione di uno stimolo improvviso non mostrerà più le reazioni descritte, anzi, invece di sobbalzare andrà alla ricerca, con lo sguardo, della provenienza dello stimolo. Alcuni segni di una mancata integrazione del riflesso di Moro anche dopo il quarto mese sono dati da una ipersensibilità generale, difficoltà nel mantenimento della posizione seduta o mantenimento con braccia larghe, sensazione di “sobbalzo” quando il genitore scende le scale con il bambino in braccio, mal d’auto. Il riflesso di Moro è debole nei neonati pretermine rispetto ai neonati a termine a causa del loro scarso tono muscolare e della resistenza ai movimenti passivi. Questa risposta è correlata a un ritardo nello sviluppo motorio nei neonati con peso alla nascita molto basso. L’assenza del riflesso di Moro suggerisce disfunzione del SNC. Se il riflesso di Moro è trattenuto potrebbero esserci ricadute sul profilo emotivo del bambino con fatica nella regolazione emotiva. È tipico di bambini che hanno frequenti crisi di rabbia o stress, frequenti esplosioni emotive importanti e intense, bambini più soggetti a sbalzi d’umore e all’ansia. Da un punto di vista posturale si associa ad un profilo con tendenza all’accentuazione toracica e capo proiettato in avanti, ma anche problematiche d’equilibrio.
Tecniche ed esercizi specifici di rieducazione posturale permettono di ottenere spesso risultati concreti e tangibili per l’integrazione del Riflesso di Moro e RPP anche in età adulta.
Specialista in Podologia, Posturologia, Chinesiologia e Psicomotricità dei riflessi primitivi
Docente per l’insegnamento in Baropodometria e Podologia in Analisi Posturale e Test di Valutazione Funzionale del Master in Posturologia Clinica dell’Università degli studi di Catania.








